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Mal di schiena e ILEOPSOAS: il colon irritabile ?

Voglio parlare in questo articolo delle correlazioni tra il nostro contenuto viscerale (in particolare l’apparato digerente) ed il nostro contenitore struttura muscolo-scheletrico(muscoli ed ossa). Mi soffermerò sulla stretta connessione che c’è tra un muscolo importante per la locomozione ed il nostro intestino: l’ileopsos

 

Lo Psoas in una visione globale

Un po di anatomia…

Il muscolo iliopsoas (musculus iliopsoas), in numero pari(2) è un muscolo spesso e allungato, costituito da due ventri muscolari: il grande psoas e il muscolo iliaco che si uniscono distalmente per inserirsi al piccolo trocantere del femore. Il muscolo viene classificato, insieme al piccolo psoas, tra i muscoli interni dell’anca.

Il muscolo grande psoas è fusiforme e prende origine dalle arcate fibrose che uniscono le superfici laterali dei corpi delle prime quattro vertebre lombari e dell’ultima toracica e dai dischi intervertebrali interposti. Origina inoltre dai processi costiformi delle prime quattro vertebre lombari, determinando così due strati, uno anteriore e uno posteriore, tra i quali è posto il plesso lombare. I fasci muscolari decorrono parallelamente alle vertebre lombari, fino ad incontrare, nella fossa iliaca, i fasci del muscolo iliaco. Passa, quindi, sotto il legamento inguinale, occupando la lacuna dei muscoli e convergendo in un robusto tendine che si inserisce nel piccolo trocantere del femore.

Il muscolo iliaco ha forma di ventaglio ed origina dalla fossa iliaca e dall’ala dell’osso sacro. I fasci muscolari passano al di sotto del legamento inguinale, occupando la lacuna dei muscoli ed andando ad inserirsi sul tendine del muscolo grande psoas e quindi sul piccolo trocantere del femore.

 

Importanza strategica dell’ileo psoas :lavora sia sull’arto inferiore che sulla colonna

Dato che si inserisce sul femore, sul bacino e sulla colonna vertebrale, l’ileo psoas può svolgere diverse funzioni, che cambiano a seconda della nostra postura e della posizione in cui ci troviamo.

Senza entrare troppo nel dettaglio, sappiamo che l’ileo psoas può:

  • flettere la gamba (come se volessimo portare il ginocchio verso il petto)
  • flettere la colonna in avanti 
  • aumentare la lordosi lombare, ovvero la normale curvatura in avanti che hanno le ultime vertebre
  • portare il bacino in avanti (antiversione)

Dalla quantità di funzioni che svolge, è facile capire che si tratta di un muscolo attivo in moltissimi dei movimenti che facciamo, e per questo particolarmente importante.

Vediamo di capire come i nostri ileopsoas si collocano nelle catene muscolari del corpo e qui ci avvaliamo della metodica di F. Mézières

IL CONCETTO DI CATENA MUSCOLARE: muscoli che lavorano insieme

Possiamo dire che l’intero sistema muscolare si comporta come un’unica grande unità contrattile. La contrazione di una parte di essa determina modificazioni evidenti o poco percettibili in tutti gli altri distretti corporei. Vari autori hanno raggruppato i muscoli in catene muscolari. Le maggiori variazioni e relazioni avvengono tra muscoli della stessa catena.

Secondo la metodica Mézières le catene muscolari sono quattro e vengono chiamate “catene cinetiche” ovvero un sistema di muscoli poliarticolari che si ricoprono l’uno con l’altro e si influenzano come le tegole di un tetto. Tutti gli elementi di una catena cinetica sono solidali, cosicché tutte le azioni localizzate (sia allungamenti che accorciamenti) provocano un accorciamento del sistema per flessione o rotazione. Le catene cinetiche sono ipercinetiche e arretrate per somma di forze muscolari.

Mézières definisce 4 catene: Anteriore del collo, Brachiale, Antero-interna, Posteriore

Vediamo qui raffigurate le principali Antero-interna e Posteriore.

 

Il muscolo Ileo Psoas fa parte assieme al Diaframma della catena muscolare antero-interna del nostro corpo. Questi due muscoli hanno delle intime connessioni tanto da poterli considerare come un’unica unità funzionale. Alla contrazione del diaframma si può associare una co-contrazione dell’ileo psoas e viceversa.

Il problema è però questo: il muscolo diaframma è una delle principali “vittime” degli stati d’ansia e stress costante.

Del resto, qual’è la prima cosa che facciamo quando siamo in ansia? Blocchiamo il respiro, giusto?

Di conseguenza, stati di ansia e stress persistenti possono provocare una contrattura cronica del muscolo diaframma.

Data però la forte vicinanza del muscolo ileo psoas, è comune che i problemi del diaframma si riflettano anche su quest’ultimo.

Una contrattura del diaframma determina una lordosi alta e corta tendente verso l’alto.

Se a soggetti in tali condizioni chiediamo loro dalla posizione supina di elevare l’arto inferiore, notiamo spesso come alla realizzazione del gesto si associ un apnea. Essa è conseguente ad un blocco inspiratorio, sinonimo della co-contrazione del diaframma durante il movimento.

Una retrazione dello psoas genera una lordosi più estesa orientata verso il basso.

Sempre a paziente supino, se chiediamo una inspirazione forzata, noteremo un aumento della lordosi lombare e/o una leggera flessione anteriore del femore sul bacino, espressione questa volta della contrazione dell’ileo psoas.

Questi due muscoli, secondo Mezieres, agiscono in sinergia con l’insieme dei muscoli posteriori della colonna.

Considerando l’azione di un muscolo si deve tener conto che questa varia a seconda dei punti fissi e mobili. La funzione del muscolo dipenderà quindi dall’obiettivo prefissato nell’analisi – osservazione posturale ed i punti di applicazione delle forze cambieranno in base ad esso.

Quindi possiamo dire che:

  • Se i punti fissi sono il bacino ed il rachide, la contrazione isotonica dell’ileo psoas determina una flessione ed una extra rotazione femorale(della gamba).
  • Se il punto fisso è il femore, la sua contrazione isotonica determina la flessione in avanti e/o laterale del tronco a seconda dell’attivazione mono o bilaterale del muscolo(aumento della lordosi e/o lateroflessione della lombare).

In persone con una marcata lordosi lombare (iperlordosi Dorso-Lombare) abbiamo quindi un muscolo ileo psoas troppo accorciato, e frequentemente problematico.

Gli accorciamenti muscolari hanno però un riflesso differente sui segmenti ossei. La retrazione permanente di un muscolo porterà all’avvicinamento delle inserzioni muscolari con riduzione della fisiologica distanza e dei normali rapporti articolari.

Linee ROSSE Psoas Iliaco

Linee AZZURRE Diaframma

Linea VERDE Gran Dorsale

Lina VIOLA Paravertebrali

Linea GIALLA Retti dell’Addome

 

Da queste due figure possiamo vedere quali sono i muscoli agenti sulla Lordosi Dorso-Lombare insieme allo Psoas, considerando che gli unici antagonisti sono i RETTI ADDOMINALI che pero’non avendo inserzione diretta sulla risultano sottodominanti.

  1. PARAVERTEBRALI compresi tra D7 e sacro aumentano direttamente la lordosi e determinano l’antiversione del bacino
  2. I fasci del GRAN DORSALE compresi tra le vertebre toraciche (D7-D12)e creste iliache proiettano posteriormente e verso il suolo le vertebre toraciche ed antivergono il bacino determinando l’aumento della lordosi lombare
  3. i pilastri del DIAFRAMMA trazionano anteriormente in direzione del torace le vertebre lombari tra L1 ed L4
  4. gli PSOAS trazionano anteriormente in direzione del femore, le vertebre comprese tra D12 ed L4
  5. gli ILIACI portano in antiversione il bacinoRiassumendo:

    Muscoli della catena principale anteriore secondo Mezieres:

    1. Scaleni
    2. Intercostali
    3.  Sistema fibroso profondo che tiene spesso il Diaframma e la massa viscerale-
    4. Psoas
    5. Adduttori dell’anca
    6. Tibiali

    La retrazione della grande catena anteriore ci curva in avanti. Con lo stiramento “fisiologico” della catena anteriore e messa in tensione globale avremo questo assetto posturale :

  • la retrazione degli adduttori dell’anca e degli psoas comporta un eccesso di adduzione delle cosce.
  • la rigidità dei muscoli anteriori della gamba impedisce l’estensione completa dei piedi.

COME SI RICONOSCE UNO PSOAS CONTRATTO?

Il muscolo che infiamma schiena e anca

Problema 1: lombalgia

Se l’ileo psoas è troppo contratto, questo influisce fortemente sulla quantità di carico che grava a livello delle vertebre lombari.

La variazione posturale determinata dall’accorciamento relativo dell’ileo psoas potrà essere valutata ed identificata facilmente in posizione supina dall’aumento della lordosi lombare e/o da una leggera flessione – extra rotazione femorale(della gamba). Le lordosi sono sempre le deformazioni primarie da controllare e contrastare.

Problema 2: dolore sacro iliaco e al bacino

Abbiamo visto che l’ileo psoas partecipa anche al movimento del bacino, portandolo in avanti (antiversione del bacino).

Se l’ileo psoas non lavora bene, è più probabile che si sviluppi uno stato infiammatorio non solo a livello della colonna, ma anche a livello del bacino.

In particolare, si può sviluppare una infiammazione dell’articolazione sacro iliaca problema che in genere crea dolore molto diffuso.

Problema 3: infiammazione del tendine

Questa è semplice: come accade in tutti i muscoli eccessivamente contratti, il punto dove il muscolo si attacca all’osso (ovverosia il tendine) si può infiammare.

Nel caso dell’ileo psoas si parla a volte di psoite.

L’infiammazione del tendine dell’ileo psoas si manifesta tipicamente con un dolore nella regione anteriore dell’anca.

Problema 4: infiammazione dell’anca

Se un muscolo non lavora bene, i problemi possono non limitarsi al muscolo stesso, ma insorgere nell’articolazione da lui controllata.

Lo abbiamo visto al punto 1 e 2: se l’ileo psoas lavora male, si possono avere problemi alla colonna lombare e al bacino.

Ma qual’è l’altra articolazione sotto il controllo di questo  muscolo?

Naturalmente l’articolazione dell’anca!

Ecco che se l’ileo psoas non lavora bene, sono più a rischio di sviluppare problemi all’anca, come ad esempio:

  • borsite trocanterica
  • trocanterite
  • artrosi
  • dolore inguinale

Finora abbiamo visto quali sono le conseguenze di uno Psoas contratto a livello delle articolazioni del rachide lombare, dell’anca e dell’articolazione Sacro iliaca,ed in generale sull’intera postura del soggetto.

Ma dobbiamo chiederci perché si può infiammare un’ Ileo Psoas ?

Mal di schiena, Psoas contratti : quando la causa è nell’intestino irritato

Riprendiamo l’anatomia e vediamo quali sono i collegamenti tra intestino e schiena.
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Intestino e schiena sono intimamente collegati dal punto di vista sia anatomico che funzionale: per questo si influenzano a vicenda.

  • Collegamento anatomico:sono molto vicini e confinano

Tutta la struttura dell’intestino, dal tenue al colon, è in intimo contatto con la colonna vertebrale e con i suoi muscoli principalmente in questi punti :

  • il contatto sugli Ileo Psoas destro e sinistro rispettivamente per il tratto di colon ascendente(cieco) ed il colon discendente(pelvico,sigma)indirettamente per interposti tessuti fasciali connettivi(peritoneo parietale, fascia di Toldt)

  • alcune strutture legamentose (ripiegamenti del peritoneo all’interno della stessa cavita’peritoneale)che sospendono i tratti di intestino e che portano l’irrorazione arteriosa,il drenaggio venoso e linfatico e l’innervazione denominate “mesi’ ,li troviamo: 1)a livello del tratto del colon sigmoideo , prima che diventi retto troviamo il mesocolon sigmoideo nella fossa iliaca sinistra,a forma di V capovolta con 2 bracci,il sinistro posto lungo il margine mediale del muscolo grande psoas sinistro e il destro che scende nella pelvi per terminare a livello di S3; 2) per l’intestino tenue ilmesentere che passa davanti alle vertebre lombari superiori partendo a sinistra di queste ultime su una diagonale che scende verso destra, vicino al margine superiore dell’articolazione sacroiliaca destra (giunzione ileocecale).
  • il contatto dei tratti del colon ascendente a destra e discendente a sinistra con le fasce aponeurotiche del peritoneo parietale posteriore (il “sacco”che contiene la maggior parte dell’apparato Digerente)e le fasce che separano le logge renali ed i muscoli quadrato dei lombi e psoas (fasce di Toldt)

 

Si può’ quindi capire come l’irritazione cronica dell’intestino possa avere un effetto negativo sui muscoli della schiena, rendendoli maggiormente contratti.
A fare le spese di questa situazione è in particolare il muscolo psoas, che come si puo’vedere è uno di quelli più a contatto con l’intestino.

  • L’intestino influenza la qualità dei tessuti

Tutto ciò che mangiamo serve a nutrire i nostri tessuti, compreso il tessuto muscolare.Se la nostra dieta è povera di nutrienti provenienti da cibi freschi, ed il nostro intestino è cronicamente poco funzionante, l’assorbimento dei nutrienti sarà scarso. Di conseguenza, peggiorerà la qualità dei nostri tessuti, ed il tessuto muscolare sarà uno dei primi a farne le spese.

  • Il microbiota intestinale determina lo stato infiammatorio

La flora microbica intestinale ha suscitato grande interesse nella ricerca medica dal 2010 in poi.(vedi il mio articolo “Lo sapevi che la flora batterica intestinale influenza lo stato di salute del nostro corpo?”http://osteopataaroma.com/2018/10/07/lo-sapevi-che-la-flora-batterica-intestinale-influenza-lo-stato-di-salute-del-nostro-corpo/)

Si è scoperto che la grande quantità di batteri che popola il nostro intestino è responsabile di una serie di funzioni indispensabili alla nostra sopravvivenza.
Non solo: la produzione di alcune sostanze chimiche può avvenire soltanto in presenza di una flora microbica in buona salute.
In presenza di problemi intestinali, e quindi di verosimile flora microbica non in buona salute, abbiamo una maggiore possibilità di avere dolore ed infiammazione intestinale, che come abbiamo visto possono propagarsi alla colonna vertebrale.

Per l’argomento alimentazione e tanti consigli per una buona salute dell’intestino vi rimando al sito www.personaldieta.it dove la Dott.ssa Fabiana Contri illustra con una serie di interessanti articoli vari  aspetti a riguardo.

QUALI ESERCIZI FARE? STRETCHING GLOBALE O ANALITICO?

Tutti quanti comprendiamo l’importanza dello stretching nella pratica delle nostre attività, sportive e non, tanto che le ricerche e le pubblicazioni di B. Anderson a partire dagli anni settanta in poi sono diventate vangelo per i cultori di questa disciplina.
Tuttavia riscontriamo nel metodo proposto dall’autore in questione un limite intrinseco, che consiste nell’agire per segmenti. Considerare analiticamente l’allungamento di un muscolo fa sì che si creino inevitabilmente compensi e retrazioni in altri distretti, annullando in parte o in tutto  il benefico effetto ricercato con detta pratica.
Il principio ispiratore dello Stretching Globale Attivo si fonda come detto sopra sulla visione del nostro sistema muscolare “per catene”. Riconosciamo le più importanti nella catena cinetica anteriore o dei muscoli della dinamica e quella cinetica posteriore o dei muscoli della statica o antigravitazionari.

Di seguito consiglio alcuni esercizi in catena cinetica:

1) Stretching della Catena Antero-Interna delle anche

Fanno parte di suddetta catena gli Ileo Psoas e adduttori dell’anca. La catena antero-interna delle anche accentua la zona lombare, bascula il bacino in avanti e limita l’abduzione dei femori.

Secondo la metodica in approccio globale della Mezieres per allungare la catena anteriore di cui gli Psoas fanno parte bisogna:

  • allargare gli arti inferiori
  • allargare i piedi in estensione (equino)
  • insistere sulla rotazione esterna delle ginocchia.

1) Postura con l’apertura dell’angolo coxo-femorale per agire sulla catena anteriore.

Ogni tentativo di allungare gli adduttori bascula il bacino in avanti, incava la regione lombare e fa salire la parte bassa del torace. Lo stiramento è quindi inefficace e in più causa malformazioni.

La retroversione del bacino con il mantenimento della regione lombare al suolo e abbassamento del torace attraverso un’espirazione profonda, permettono un reale allungamento degli adduttori.

2) Stretching della catena Posteriore La Piramide

Come abbiamo detto precedentemente queste due catene lavorano in sinergia. Formata dai muscoli spinali, dai pelvi-trocanterici, dal grande gluteo, dagli ischio-crurali, dal popliteo, dal tricipite surale e dai muscoli plantari

Rimando per approfondimenti sull’esecuzione al mio articolo http://osteopataaroma.com/2017/04/26/autopostura-correttiva-1-la-piramide/

Concludendo in riferimento a tutto quello descritto fin’ora, ed in particolare alle diverse e controverse azioni dello psoas iliaco e il suo particolare decorso anatomico gli esercizi di stretching proposti di norma con un’ottica settoriale e monoarticolare hanno un’efficacia spesso limitata, se non nulla.

Ecco una panoramica di alcuni esercizi analitici comunemente utilizzati per lo Psoas e Adduttori

 

CONCLUSIONI

Consiglio un approccio più globale e più funzionale, che porta spesso a risultati migliori da un punto di vista della flessibilità muscolare, in un’ottica posturale globale e con applicazione funzionale nella postura eretta di tutti i giorni, tipica dell’essere umano. 

Seguendo questo pensiero possiamo dire che l’antagonismo non esiste, i muscoli sono antagonisti-complementari.Per mantenere l’equilibrio, abbiamo bisogno di muscoli tonici pluriarticolari. Le catene muscolari sono la rappresentazione della coordinazione motoria. Il lavoro attivo è il requisito indispensabile affinché si possa realizzare il “rilasciamento tonico” dei muscoli accorciati sfruttando il riflesso miotatico inverso e tutte le correzioni possano venire integrate dai meccanismi automatici deputati al controllo della postura e della miglior gestualità.

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